E’ possibile installare un impianto a sale in una piscina pubblica?
E’ possibile avere acqua salata in una piscina pubblica?
Sì, l’impianto a sale può essere usato anche nelle piscine pubbliche, ma con alcune condizioni tecniche e normative precise da rispettare.
Requisiti e considerazioni per l’uso in piscine pubbliche:
- Normativa vigente
In Italia, la norma di riferimento è la UNI 10637:2015, che regola i requisiti degli impianti di trattamento acqua nelle piscine pubbliche.
L’elettrolisi salina è ammessa come metodo di disinfezione, purché:- sia garantita la corretta concentrazione di cloro libero residuo (di solito tra 0,7 e 1,5 mg/L).
- sia presente un sistema di controllo automatico del cloro e del pH.
- Dimensionamento adeguato
Gli impianti devono essere progettati per sopportare elevati carichi organici, tipici delle piscine pubbliche (bambini, sudore, creme, alta affluenza).
Questo significa installare celle elettrolitiche e sistemi di filtrazione di potenza adeguata. - Controlli sanitari
Le piscine pubbliche sono soggette a ispezioni e analisi periodiche. L’impianto a sale deve garantire un’acqua sempre conforme ai parametri microbiologici e chimici.
Vantaggi per il gestore pubblico
- Minor rischio nella gestione dei prodotti chimici.
- Riduzione dei costi a lungo termine.
- Maggiore comfort per gli utenti, utile in contesti ricreativi e scolastici.
Limiti da valutare
- Corrosione di componenti metallici se non si usano materiali resistenti (inox AISI 316, rivestimenti epossidici).
- Maggiori competenze richieste al personale per la gestione dell’impianto.
In sintesi:
È legale e tecnicamente fattibile usare un impianto a sale nelle piscine pubbliche, ma va progettato con attenzione, rispettando le norme igienico‑sanitarie e con sistemi di controllo professionali.
Un impianto a sale nelle piscine pubbliche è un sistema alternativo al tradizionale trattamento con cloro liquido o in pastiglie. Utilizza il sale da cucina (NaCl) e un processo chiamato elettrolisi salina per generare cloro in modo naturale e continuo.
Come funziona:
- Si aggiunge sale all’acqua della piscina (concentrazione tipica: 4‑6 grammi per litro).
- L’acqua salata passa attraverso una cella elettrolitica installata nell’impianto di ricircolo.
- La cella trasforma il sale in ipoclorito di sodio, un disinfettante attivo contro batteri, virus e alghe.
- Il cloro prodotto si dissolve nell’acqua e svolge la sua azione disinfettante.
- Dopo l’uso, il cloro si riconverte in sale, permettendo un ciclo continuo.
Vantaggi:
- Meno odore di cloro e minore irritazione per pelle e occhi.
- Manutenzione automatizzata e costante produzione di disinfettante.
- Riduzione della manipolazione chimica da parte del personale.
- Maggiore comfort per i bagnanti.
Svantaggi:
- Investimento iniziale più alto rispetto al cloro tradizionale.
- Richiede manutenzione regolare della cella elettrolitica.
- Il sistema deve essere dimensionato correttamente per l’uso intensivo tipico delle piscine pubbliche.
Ecco un confronto tecnico tra impianto a sale (elettrolisi salina) e clorazione tradizionale per piscine pubbliche:
| Caratteristica | Impianto a Sale (Elettrolisi) | Clorazione Tradizionale |
|---|---|---|
| Fonte del disinfettante | Cloro generato in loco da sale (NaCl) tramite elettrolisi | Cloro in pastiglie, liquido o granulare |
| Tipo di cloro prodotto | Ipoclorito di sodio (NaOCl) | Cloro stabilizzato (di solito acido tricloroisocianurico) |
| Concentrazione di sale | 4–6 g/L (molto inferiore all’acqua di mare) | Nessuna |
| Installazione iniziale | Più costosa (cella elettrolitica, centralina, eventuale retrofit) | Economica, richiede solo dosatori |
| Manutenzione | Pulizia cella e controlli elettrici periodici | Rifornimento e dosaggio chimico manuale o automatico |
| Comfort per i bagnanti | Maggiore: meno odori, meno irritazioni | Minore: odore di cloro, possibili irritazioni |
| Sicurezza per operatori | Alta: meno manipolazione di prodotti chimici | Più rischiosa: movimentazione e stoccaggio chimici |
| Gestione automatica | Sì, produzione continua e regolata in base al fabbisogno | Possibile, ma dipende dal tipo di impianto |
| Resa in ambienti affollati | Buona, ma deve essere ben dimensionato | Buona, consolidata in grandi impianti |
| Durata della cella elettrolitica | Circa 5.000–10.000 ore (3–5 anni) | Non applicabile |
| Costi a lungo termine | Più bassi dopo l’investimento iniziale (sale economico) | Più alti per acquisto regolare di cloro |
Conclusioni
Per piscine pubbliche, l’elettrolisi salina può essere una soluzione moderna, sostenibile e più sicura, ma richiede un progetto accurato e personale formato. La clorazione tradizionale è robusta e già molto diffusa, ma presenta più rischi chimici e minore comfort per l’utenza. Ecco una stima dei costi indicativi per l’installazione e la gestione di un impianto a sale per una piscina pubblica standard (es. vasca da 25 x 12,5 m, profondità media 1,5 m – circa 470 m³ d’acqua):
1. Costi di installazione (una tantum)
| Voce | Costo indicativo |
|---|---|
| Cella/e elettrolitica/e (alta portata) | 8.000 – 15.000 € |
| Centralina controllo cloro/pH | 2.000 – 5.000 € |
| Serbatoio di sale + dosatore (opzionale) | 1.000 – 3.000 € |
| Adeguamento impianto (pompe, bypass, ecc.) | 3.000 – 6.000 € |
| Totale installazione | 14.000 – 29.000 € |
2. Costi di gestione annuali
| Voce | Costo stimato/anno |
|---|---|
| Sale (ca. 3–5 t/anno) | 600 – 1.000 € |
| Manutenzione cella/impianto | 500 – 1.000 € |
| Energia elettrica (elettrolisi) | 800 – 1.500 € |
| Sostituzione parti (ogni 3–5 anni) | ammortizzata |
| Totale gestione annuale | 1.900 – 3.500 € |
3. Confronto con clorazione tradizionale
| Voce | Clorazione tradizionale |
|---|---|
| Costo prodotti chimici | 3.000 – 5.000 €/anno |
| Manutenzione e stoccaggio | 1.000 – 2.000 €/anno |
| Sicurezza (DPI, ventilazione) | Più complessa e costosa |
Conclusione
- L’impianto a sale ha costi iniziali più alti, ma riduce i costi operativi nel tempo, specialmente sul lungo periodo.
- È particolarmente vantaggioso in strutture con uso intensivo e apertura annuale.
Matteo Mannelli

