Impianto a sale nelle piscine pubbliche

8 Maggio 2025

Impianto a sale nelle piscine pubbliche

E’ possibile installare un impianto a sale in una piscina pubblica?
E’ possibile avere acqua salata in una piscina pubblica?

Sì, l’impianto a sale può essere usato anche nelle piscine pubbliche, ma con alcune condizioni tecniche e normative precise da rispettare.

Requisiti e considerazioni per l’uso in piscine pubbliche:

  • Normativa vigente
    In Italia, la norma di riferimento è la UNI 10637:2015, che regola i requisiti degli impianti di trattamento acqua nelle piscine pubbliche.
    L’elettrolisi salina è ammessa come metodo di disinfezione, purché:
    • sia garantita la corretta concentrazione di cloro libero residuo (di solito tra 0,7 e 1,5 mg/L).
    • sia presente un sistema di controllo automatico del cloro e del pH.
  • Dimensionamento adeguato
    Gli impianti devono essere progettati per sopportare elevati carichi organici, tipici delle piscine pubbliche (bambini, sudore, creme, alta affluenza).
    Questo significa installare celle elettrolitiche e sistemi di filtrazione di potenza adeguata.
  • Controlli sanitari
    Le piscine pubbliche sono soggette a ispezioni e analisi periodiche. L’impianto a sale deve garantire un’acqua sempre conforme ai parametri microbiologici e chimici.

Vantaggi per il gestore pubblico

  • Minor rischio nella gestione dei prodotti chimici.
  • Riduzione dei costi a lungo termine.
  • Maggiore comfort per gli utenti, utile in contesti ricreativi e scolastici.

Limiti da valutare

  • Corrosione di componenti metallici se non si usano materiali resistenti (inox AISI 316, rivestimenti epossidici).
  • Maggiori competenze richieste al personale per la gestione dell’impianto.

In sintesi:

È legale e tecnicamente fattibile usare un impianto a sale nelle piscine pubbliche, ma va progettato con attenzione, rispettando le norme igienico‑sanitarie e con sistemi di controllo professionali.

Un impianto a sale nelle piscine pubbliche è un sistema alternativo al tradizionale trattamento con cloro liquido o in pastiglie. Utilizza il sale da cucina (NaCl) e un processo chiamato elettrolisi salina per generare cloro in modo naturale e continuo.

Come funziona:

  • Si aggiunge sale all’acqua della piscina (concentrazione tipica: 4‑6 grammi per litro).
  • L’acqua salata passa attraverso una cella elettrolitica installata nell’impianto di ricircolo.
  • La cella trasforma il sale in ipoclorito di sodio, un disinfettante attivo contro batterivirus e alghe.
  • Il cloro prodotto si dissolve nell’acqua e svolge la sua azione disinfettante.
  • Dopo l’uso, il cloro si riconverte in sale, permettendo un ciclo continuo.

Vantaggi:

  • Meno odore di cloro e minore irritazione per pelle e occhi.
  • Manutenzione automatizzata e costante produzione di disinfettante.
  • Riduzione della manipolazione chimica da parte del personale.
  • Maggiore comfort per i bagnanti.

Svantaggi:

  • Investimento iniziale più alto rispetto al cloro tradizionale.
  • Richiede manutenzione regolare della cella elettrolitica.
  • Il sistema deve essere dimensionato correttamente per l’uso intensivo tipico delle piscine pubbliche.

Ecco un confronto tecnico tra impianto a sale (elettrolisi salina) e clorazione tradizionale per piscine pubbliche:

Caratteristica Impianto a Sale (Elettrolisi) Clorazione Tradizionale
Fonte del disinfettante Cloro generato in loco da sale (NaCl) tramite elettrolisi Cloro in pastiglie, liquido o granulare
Tipo di cloro prodotto Ipoclorito di sodio (NaOCl) Cloro stabilizzato (di solito acido tricloroisocianurico)
Concentrazione di sale 4–6 g/L (molto inferiore all’acqua di mare) Nessuna
Installazione iniziale Più costosa (cella elettrolitica, centralina, eventuale retrofit) Economica, richiede solo dosatori
Manutenzione Pulizia cella e controlli elettrici periodici Rifornimento e dosaggio chimico manuale o automatico
Comfort per i bagnanti Maggiore: meno odori, meno irritazioni Minore: odore di cloro, possibili irritazioni
Sicurezza per operatori Alta: meno manipolazione di prodotti chimici Più rischiosa: movimentazione e stoccaggio chimici
Gestione automatica Sì, produzione continua e regolata in base al fabbisogno Possibile, ma dipende dal tipo di impianto
Resa in ambienti affollati Buona, ma deve essere ben dimensionato Buona, consolidata in grandi impianti
Durata della cella elettrolitica Circa 5.000–10.000 ore (3–5 anni) Non applicabile
Costi a lungo termine Più bassi dopo l’investimento iniziale (sale economico) Più alti per acquisto regolare di cloro

Conclusioni

Per piscine pubbliche, l’elettrolisi salina può essere una soluzione moderna, sostenibile e più sicura, ma richiede un progetto accurato e personale formato. La clorazione tradizionale è robusta e già molto diffusa, ma presenta più rischi chimici e minore comfort per l’utenza. Ecco una stima dei costi indicativi per l’installazione e la gestione di un impianto a sale per una piscina pubblica standard (es. vasca da 25 x 12,5 m, profondità media 1,5 m – circa 470 m³ d’acqua):

1. Costi di installazione (una tantum)

Voce Costo indicativo
Cella/e elettrolitica/e (alta portata) 8.000 – 15.000 €
Centralina controllo cloro/pH 2.000 – 5.000 €
Serbatoio di sale + dosatore (opzionale) 1.000 – 3.000 €
Adeguamento impianto (pompe, bypass, ecc.) 3.000 – 6.000 €
Totale installazione 14.000 – 29.000 €

2. Costi di gestione annuali

Voce Costo stimato/anno
Sale (ca. 3–5 t/anno) 600 – 1.000 €
Manutenzione cella/impianto 500 – 1.000 €
Energia elettrica (elettrolisi) 800 – 1.500 €
Sostituzione parti (ogni 3–5 anni) ammortizzata
Totale gestione annuale 1.900 – 3.500 €

3. Confronto con clorazione tradizionale

Voce Clorazione tradizionale
Costo prodotti chimici 3.000 – 5.000 €/anno
Manutenzione e stoccaggio 1.000 – 2.000 €/anno
Sicurezza (DPI, ventilazione) Più complessa e costosa

Conclusione

  • L’impianto a sale ha costi iniziali più alti, ma riduce i costi operativi nel tempo, specialmente sul lungo periodo.
  • È particolarmente vantaggioso in strutture con uso intensivo e apertura annuale.

Matteo Mannelli

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Matteo Mannelli
L’eccellenza DT Prime raccontata da chi la fa tutti i giorni

Matteo Mannelli

CEO DTPRIME PISCINE Srl

Entra nel 2007 nel mondo delle piscine pubbliche e residenziali, e fin da subito vive emozioni uniche che solo la realizzazione di una piscina può offrire. Il suo viaggio nel mondo delle piscine inizia parallelamente al percorso di studi universitari, collaborando con l'azienda Del Taglia Piscine all'interno dell'ufficio commerciale.

Successivamente ricopre l'incarico di responsabile ufficio tecnico con il coordinamento della rete installatori. In seguito diviene responsabile del settore vasche idromassaggio e coordinatore marketing dopo aver frequentato la Bocconi di Milano.

Implementa la propria conoscenza nel settore piscine con studi sulle soluzioni di costruzione piscine, illuminazione, sistemi di filtraggio, circolazione acqua, rivestimenti interni ed esterni e trattamento acqua.

Nel 2019 fonda DT Prime Piscine Srl diventando il CEO e realizzando in Italia ed all'estero oltre 500 piscine

La sua filosofia è basata sull'uso intelligente dell'acqua.

“Le piscine sono opere d’eleganza e vedere felici i nostri clienti per aver realizzato il proprio sogno, ed essere stato utile è una delle emozioni più grandi che mi appaga nel mio percorso lavorativo quotidiano. Amo questo lavoro e lo porto avanti ogni giorno con grande passione assieme ai miei compagni di viaggio.”